Mi aveva mandato un messaggio: "Posso chiamarti?"
Era come l'aspettassi da anni quella chiamata. Ancora prima di ricerverla mi immaginavo quella mia suoneria e quel mio pronto. Sì l'aspettavo... Avrei sollevato il telefono, l'avrei appoggiato all'orecchio e avrei detto qualcosa. Qualcosa per dare avvio ad una lunga o breve conversazione. Qualcosa per parlare di me...
E ora che mi trovavo sul letto a fissare il telefono, in attesa si illuminasse e suonasse... avevo il cuore in gola... e vagavo con la mia mente. Avevo già risposto... una, due e cento volte... prima di rispondere... e avevo già detto tutto... prima ancora che il telefono suonasse. Più versioni della stessa telefonata mi roteavano per la testa: in un caso avrei detto "pronto?" nell'altro "ehi" e in un altro ancora semplicemente "ciao"
Ad un tratto la mia suoneria. L'attesa era terminata.
Dimenticai tutto quello che volevo dire.
(copyright Livia Ranieri)
Era come l'aspettassi da anni quella chiamata. Ancora prima di ricerverla mi immaginavo quella mia suoneria e quel mio pronto. Sì l'aspettavo... Avrei sollevato il telefono, l'avrei appoggiato all'orecchio e avrei detto qualcosa. Qualcosa per dare avvio ad una lunga o breve conversazione. Qualcosa per parlare di me...
E ora che mi trovavo sul letto a fissare il telefono, in attesa si illuminasse e suonasse... avevo il cuore in gola... e vagavo con la mia mente. Avevo già risposto... una, due e cento volte... prima di rispondere... e avevo già detto tutto... prima ancora che il telefono suonasse. Più versioni della stessa telefonata mi roteavano per la testa: in un caso avrei detto "pronto?" nell'altro "ehi" e in un altro ancora semplicemente "ciao"
Ad un tratto la mia suoneria. L'attesa era terminata.
Dimenticai tutto quello che volevo dire.
(copyright Livia Ranieri)

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