domenica 17 marzo 2013

CHIAMATA

Mi aveva mandato un messaggio: "Posso chiamarti?"
Era come l'aspettassi da anni quella chiamata. Ancora prima di ricerverla mi immaginavo quella mia suoneria e quel mio pronto. Sì l'aspettavo... Avrei sollevato il telefono, l'avrei appoggiato all'orecchio e avrei detto qualcosa. Qualcosa per dare avvio ad una lunga o breve conversazione. Qualcosa per parlare di me...
E ora che mi trovavo sul letto a fissare il telefono, in attesa si illuminasse e suonasse... avevo il cuore in gola... e vagavo con la mia mente. Avevo già risposto... una, due e cento volte... prima di rispondere... e avevo già detto tutto... prima ancora che il telefono suonasse. Più versioni della stessa telefonata mi roteavano per la testa: in un caso avrei detto "pronto?" nell'altro "ehi" e in un altro ancora semplicemente "ciao"
Ad un tratto la mia suoneria. L'attesa era terminata.
Dimenticai tutto quello che volevo dire.

(copyright Livia Ranieri)

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